Scarpe Lidl
Il fenomeno delle calzature LIDL: una lezione d’autostima!

Già annunciate da qualche mese, ma arrivate in Italia solo in questi giorni, sbarcano nei supermercati Lidl le loro calzature brandizzate.

L’uragano Lidl si abbatte sul mercato italiano con una forza improvvisa ma non così tanto inaspettata.

Quali sono stati i fattori che hanno portato migliaia di italiani a correre nello store più vicino a prendere scarpe, ciabatte e calzini firmati da una delle più famose catene di supermercati discount?

Il primo fra tutti è sicuramente l’essere stati SPIAZZANTI:

perfino brand conosciuti e amatissimi come Zara ed H&M ormai da anni producono solo capi no brand, in cui il logo si vede solo nell’etichetta interna. Il motivo è ovvio: nello stesso modo in cui ricerchiamo enormi loghi in capi riconoscibili come costosi, che portano con sé lo status symbol di benessere e ricchezza; quando compriamo un maglioncino a 15,00€ nessuno deve accorgersene, si cerca in tutti i modi di camuffarlo e mescolarlo a capi più pregiati per far passare inosservata la scarsa qualità del prodotto.

Lidl in questo scenario è stata totalmente spiazzante.

Lancia nel mercato tre prodotti con il proprio marchio completamente estranei alle sue linee prodotto consolidate, e già questo è sembrato strano. Ma la cosa davvero rivoluzionaria è che sneaker, ciabatte e calzini non cercano in alcuni modo di allontanarsi dall’immagine del brand da sempre considerata “low cost”.

Non solo il logo è il protagonista indiscusso degli articoli, ma anche la scelta cromatica non lascia spazio all’interpretazione.

Ed ecco che Lidl, fiero e orgoglioso della sua brand indentity, spiazza tutti.

In un anno terribile e pieno di drammi come il 2020, Lidl ci fa credere ancora in noi stessi.

Sii sempre fiero di te stesso, non aver paura di mostrarti ma soprattutto di mostrare le tue debolezze.

Se Lidl può creare una piccola linea di calzature (con tanto di immagini promozionali che non hanno niente da invidiare a quelle di Nike) senza sembrare ridicolo, anche una persona con qualche chilo in più si può fare una foto in costume e andarne fiera; anche una persona con un Pandino del 2002 può parcheggiare in prima fila; anche una persona molto umile può andare in un ristorante stellato senza sembrare ridicolo.

Ed ecco che Lidl ci insegna qualcosa, qualcosa di grande: non aver paura di mostrarti, perché non importa chi sei, ma cosa fai e come lo fai.

Ed ecco che anche in questa circostanza i Social Media hanno ricoperto un ruolo fondamentale:

  • Quando ancora le calzature non erano acquistabili in Italia, iniziano a girare le prime immagini di questi strani prodotti con contenuti molto ironici, al limite dello sfottò.
  • Appena arrivate in Italia, senza paura e con molta astuzia, l’azienda sceglie Influencer da milioni di follower (che in genere se la tirano da morire!) a cui regalare i prodotti in cambio di qualche stories. Ovviamente questi profili sono stati scelti accuratamente e in linea con la strategia comunicativa. Ad esempio il pacco della Lidl con le fantastiche sneakers gialle blu e rosse è arrivato a Trash Italiano, e con l’autoironia che solo chi sa perfettamente cosa sta facendo, alla scatola hanno allegato un biglietto con scritto:

“Sappiamo che non vedevi l’ora di averle”

  • Nei primi giorni in cui i prodotti erano disponibili in tutti i Lidl d’Italia, sui social iniziano a girare video, articoli e immagini di supermercati affollati di gente alla riconcorsa delle ciabatte più richieste del momento, diventando subito virali.

Il gioco è fatto: in poche ore tutti i prodotti erano esauriti dappertutto, superando alla grande il record dello scorso anno dei Nutella Biscuits; e, subito dopo, scarpe, ciabatte e calzini erano in vendita online per un re-selling a un prezzo 10 VOLTE SUPERIORE a quello di vendita.

E sapete qual è la cosa più assurda? Che qualcuno sta comprando delle ciabatte della Lidl, il supermercato quello bruttino in cui le cose costano 0,99 €, a più di 100,00€.

Cosa ci insegna questo?

Che costo e valore sono due concetti decisamente differenti e che non sempre vanno di pari passo.

Quando qualcuno dice

“Come si può pagare 1.500,00€ di un telefono?”

si dimentica che quando compri un Iphone non stai comprando un oggetto tecnologico per comunicare, ma stai comprando tutto il valore del brand che Apple ha costruito con anni e anni di strategie di comunicazione.

Quando qualcuno dice

“Solo i pazzi possono spendere 5.000,00€ di una borsa”

si dimentica che quando compri una Chanel non stai comprando un accessorio che serve a contenere degli oggetti, stai acquistando l’enorme valore del brand che da Coco ai giorni nostri è stato costruito sull’immagine di quell’azienda.

Quando ti ritrovi delle scarpe della Lidl in vendita a 200,00€ non stai comprando un pezzo di plastica al discount da usare in piscina la prossima estate, ma stai acquistando il valore percepito conseguente a una strategia di comunicazione studiata nei minimi dettagli.

L’unica differenza con Apple e Chanel è che queste calzature faranno scalpore ancora per qualche giorno, e tra qualche settimana la Lidl tornerà ad essere il supermercato in cui andare ad acquistare il panettone a prezzi molto convenienti da portare alla suocera la sera della Vigilia.

Nonostante questo, la coda ai supermercati durante una pandemia mondiale per acquistare scarpe e ciabatte gialle e blu, rimarrà sicuramente nella storia del trash.

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